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SUMMARY:Trekking in penisola sorrentina
DESCRIPTION:La Penisola Sorrentina\, con Sorrento in particolare\, è famosissima e amatissima meta turistica per italiani e stranieri ed è l’espressione nel mondo della napolitanità nonché solarità dell’Italia e degli italiani del Sud\, tanto decantate con le canzoni ‘Torna a Surriento’ e ‘O’ sole mio’. Fare escursioni e trekking in Penisola Sorrentina è diverso da qualsiasi altro tipo di attività che tu abbia mai provato prima. Di grande importanza per la salvaguardia del territorio è l’Area Naturale Marina Protetta Punta Campanella che comprende il promontorio tra penisola sorrentina e costiera amalfitana che divide i due golfi e si estende tra i comuni di Massa Lubrense e Positano\, la riserva protegge circa 40Km di costa ed il mare antistante. I punti di estremo interesse sono stesso Punta Campanella che è situato alla punta della propaggine alle basi del Monte San Costanzo e l’Area Marina della Baia di leranto\, che è gestita dal FAl \nProgramma trekking in Penisola Sorrentina\nGIORNO 1 (22 aprile) La Baia di Ieranto \nPartenza con auto proprie (possibilità di car sharing) in prima mattinata da Brindisi. Arrivo in tarda mattinata a Nerano e partenza per il breve trekking che ci porterà alla Baia di Ieranto. La baia  è incastonata come un diamante tra Punta Campanella e Punta Penna\, un luogo selvaggio e incontaminato che si può raggiungere solo a piedi\, in un sentiero immerso tra uliveti e agrumeti. Ieranto\, dal greco Ieros (luogo sacro)\, è il luogo dove\, secondo Plinio Il Vecchio Ulisse incontra le Sirene  durante il viaggio di ritorno ad Itaca. Un luogo magico dove lo sguardo si poggia sulle torri di Montalto e di Campanella  e sembra quasi di sentire gli echi dei pirati saraceni…ma è solo un’eco appunto…perché subito si viene inghiottiti dall’azzurro del mare che si ferma solo all’ombra dei faraglioni di Capri all’orizzonte. Raggiungeremo prima Villa Rosa – che all’inizio del Novecento ha ospitato Norman Douglas\, l’autore britannico che ha scritto Terra delle Sirene. Continueremo fino a raggiungere la meravigliosa baia dalle acque cristalline dove i più coraggiosi potranno immergersi o semplicemente bagnare i piedi. Ritorneremo sui nostri passi\, questa volta in salita\, per tornare alle auto. Breve spostamento per raggiungere il nostro magnifico hotel sulla spiaggia dove potremo rilassarci e fare un aperitivo al tramonto. Check-in cena e pernottamento. \nTipo di percorso: andata e ritorno / Lunghezza del percorso: 5 Km / Dislivello: +200m/ -200m / Durata: 2\,5h\nDifficoltà: facile \nGIORNO 2 (23 aprile) Punta Campanella: il sentiero di Minerva \nDopo la colazione il nostro programma di trekking in penisola sorrentina inizia con un breve trasferimento in auto a Nerano\, da dove parte il nostro trekking odierno. Si sale in direzione del Monte San Costanzo fino ad arrivare a quota 469 nei pressi della Pineta dove è situato il monastero di San Costanzo. Dal monastero si gode di un bel panorama sulla Marina di Cantone con le sue acque smeraldo. Da qui proseguiremo ora su un panoramico sentiero dal quale potremo ammirare la bellissima baia di Ieranto dall’alto e davanti a noi si aprirà la stupenda visione dell’isola di Capri. Una ripida discesa ci porterà fino alla punta della penisola sorrentina\, chiamata Punta Campanella\, un tempo sede di un tempio dedicato ad Atena (sotto i romani a Minerva). Oggi in questo luogo si trovano una torre medievale e resti di mura del periodo romano\, ed una grotta dedicata alla Dea; infine\, il faro moderno funzionante. Punta Campanella attira con la sua magia romantici ed innamorati. Dopo il pranzo a sacco (autogestito) proseguiremo lungo l’antica strada romana\, Via Minerva\, che porta a Termini. Rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nTipo di percorso: anello / Lunghezza del percorso: 12 Km / Dislivello: +650m/ -650m / Durata: 6h\nDifficoltà: EA (escursionisti allenati) \nGIORNO 3 (24 aprile) Il Sentiero delle Sirenuse \nDopo la colazione breve trasferimento a Sant’Agata sui due golfi per percorrere un altro tra i sentieri di trekking più belli e significativi da fare in penisola sorrentina. \nIl Sentiero delle Sirenuse prende il suo nome dai tre isolotti Li Galli\, è da qui che le sirene tentarono Ulisse con il loro canto ammaliatore. Il Sentiero delle Sirenuse è un paesaggistico percorso che permette di attraversare il versante meridionale della Penisola Sorrentina godendo di incantevoli vedute: dalla Costiera Amalfitana fino ai Faraglioni di Capri. Si snoda lungo terrazzamenti\, valloni e falesie ed è per buona parte su fondo sterrato: si attraverseranno orti e uliveti\, macchia mediterranea\, gariga\, querceto\, castagneto\, pineta; presenta una notevole varietà di arbusti e fiori e un’eccezionale fioritura in primavera. In cima alle falesie si gode della più vicina e spettacolare vista su Li Galli\, anticamente detti Sirenuse. Il panorama si estende a sinistra verso la Costiera Amalfitana e a destra fino a Capri con i suoi Faraglioni. Faremo sosta all’incantevole fiordo di Crapolla per una eventuale sosta bagno. \nIl percorso continua fino ad arrivare nelle splendide baie di Recommone e di Marina di Cantone\, dove il colore smeraldo del mare sarà il nostro richiamo ammaliatore. Pranzo a sacco (libero) vista mare. Concluderemo il nostro trekking a Nerano. Rientro in hotel. Tempo libero per un aperitivo vista mare. Cena e pernottamento \nTipo di percorso: traversata / Lunghezza del percorso: 12 Km / Dislivello: +700m / -900m / Durata: 6h / Difficoltà: EA (escursionisti allenati) \nGIORNO 4 (25 aprile) Monte Faito e Croce della Conocchia \nDopo la colazione check-out e spostamento in auto al punto di partenza dell’ultimo itinerario a cavallo tra penisola sorrentina e costiera amalfitana. Un trekking di medio impegno che ci porterà in cima al Monte Faito\, la vetta più alta dei Monti Lattari\, spettacolare balcone su Positano\, costiera amalfitana\, Li Galli ed il Vesuvio. Raggiungeremo il Santuario dedicato a San Michele\, vedremo le neviere\, i faggi secolari e raggiungeremo anche la vetta di Croce della Conocchia. E’ un sentiero che ci toglierà il fiato per la sua straordinaria bellezza e panoramicità. Al termine dell’escursione rientro in Puglia. \nTipo di percorso: anello / Lunghezza del percorso: 10 Km / Dislivello: +400m/ -400m / Durata: 5h \n INFO E DETTAGLI \n\n NECESSARIA LA PRENOTAZIONE compilando il form sottostante oppure al numero tel/WhatsApp 3209771234 \n Abbigliamento: scarpe e zaino da trekking\, bastoncini da trekking (obbligatori)\, trolley piccolo\, abbigliamento a cipolla indicato per la stagione (giacca a vento\, pantaloni lunghi\, pile\, t-shirt). \n\nORGANIZZAZIONE TECNICA DEL VIAGGIO:\nSERAFINO sas Viaggi e Turismo LECCE IT\nP.I. 03207670757- Lic. DPGR 723/97 – C.C.I.A.A.7786/98 – Garanzia Assicurativa UnipolSai Pol. 1/1609/319/103399456
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SUMMARY:Trekking nella valle del Treja e maremma laziale
DESCRIPTION:Con questo itinerario conosceremo la zona della maremma laziale con le città etrusche di Tarquinia\, Tuscania\, Vulci e la zona della Valle del Treja. Una terra molto interessante dove si uniscono la bellezza dei borghi\, anche abbandonati come quello di Calcata Vecchia\, la storia delle terre etrusche della bassa maremma e la verdeggiante Valle del Treja. Un itinerario dal grande valore storico\, artistico e naturalistico. \nProgramma trekking nella valle del Treja e maremma laziale\nGiorno 1 (24 aprile): partenza\nNel pomeriggio (ore 16:30 circa) partenza in autobus da Gallipoli\, Lecce\, Brindisi\, Bari per Tuscania. Cena libera. Arrivo in tarda serata. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 2 (25 aprile): Sutri\, la Via Francigena ed il Palazzo Farnese di Caprarola\nDopo la colazione trekking lungo la Via Francigena nel tratto Capranica-Sutri. Questo itinerario ci condurrà a Sutri\, in quella che nell’antichità era considerata la “porta dell’Etruria”\, baluardo etrusco contro l’avanzata romana e importante luogo di passaggio di merci e pellegrini fino al Medioevo ed oltre\, quando la città divenne primo nucleo dei possedimenti dello Stato delle Chiesa. \nUna cittadina ricca di storia\, importante tappa della via Cassia che fu denominata Francigena nel Medioevo per essere stato asse viario dei pellegrini alla volta di Roma e della Terra Santa\, che vedevano in Sutri un’importante meta prima di giungere alla Città di Pietro. Il trekking facile e breve terminerà nel Parco Naturale Regionale dell’Antichissima Città di Sutri\, il più piccolo parco regionale d’Italia\, che in pochi ettari racchiude tesori di inestimabile valore. Tra questi l’anfiteatro romano\, interamente scavato in una collina di tufo e riportato alla luce dopo secoli di sepoltura\, nel XIX secolo. Continuando la passeggiata all’interno del parco si giunge al Mitreo\, ricavato dall’abbattimento di alcune tombe etrusche\, per dar vita ad un luogo di culto dedicato al dio Mitra e trasformato poi in chiesa cristiana dedicata all’Arcangelo Michele prima e alla Madonna del Parto successivamente. Al suo interno si possono ammirare affreschi molto particolari di santi e pellegrini in viaggio con il tipico abbigliamento medievale. Il parco si conclude con una ripida salita che sale fino al Colle di San Giovanni che ospita Villa Savorelli\, un panoramico giardino all’italiana e il Bosco Sacro\, un bosco di lecci secolari che porta fino al belvedere sull’Anfiteatro da dove si può godere di una vista mozzafiato della struttura romana interamente scavata nella collina di tufo.  \nConclusa la visita del Parco di Sutri ci si addentra nella città vecchia\, attraverso archi e vicoli in salita\, si accede a quello che si rivela un borgo silenzioso ed accogliente. Una breve camminata vi farà scoprire la piazza principale\, botteghe tipiche e il piano terra del Comune\, con uno spazio aperto ricco di spunti artistici di diverse epoche\, iscrizioni latine e una fontana in cui si riflettono il cielo blu e i palazzi circostanti. Una volta esaurita la visita di Sutri\, ci sposteremo nella vicina Caprarola per la visita del Palazzo Farnese.  \nLa visita guidata al Palazzo Farnese è un viaggio nella storia\, precisamente nel tardo rinascimento. A questo gioiello architettonico\, famoso in tutto il mondo fin dalla sua realizzazione\, lavorarono gli artisti più importanti\, gli architetti più innovativi che cambiarono le logiche progettuali dell’epoca\, come il Sangallo\, il Peruzzi e poi il Vignola. Una superficie pittorica impressionante per estensione e pregio. Qui ogni stanza è visitabile\, dalla sala di Ercole che si affaccia sull’antico borgo\, alla Sala degli Angeli dove la visita si ferma per un’attimo per provare l’eco che risuona dal centro della stanza. I visitatori potranno ammirare i grandi saloni di rappresentanza\, la Sala dei Fasti Farnesiani e la Sala delle carte geografiche. Visiteremo anche i giardini all’italiana a ridosso del Palazzo\, ma la parte più spettacolare della visita guidata è il complesso monumentale che si raggiunge seguendo un sentiero  che sale la collina… I Visitatori qui rimangono estasiati da tanta bellezza\, fontane\, giochi d’acqua\, giardini disegnati da siepi di bosso\, sculture\, cipressi\, abeti\, e la casina del piacere che domina tutto il complesso. Se dovesse avanzare del tempo libero nel pomeriggio possibilità di andare alle terme libere di Viterbo. Rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 3 (26 aprile): Vulci e Tuscania\nDopo la colazione arrivo a Vulci\, (la città tra il fiume e il mare) e visita della Città Etrusca e romana all’interno del Parco Naturalistico Archeologico. Cammineremo su un basolato romano per raggiungere la suggestiva Domus del Criptoportico ed il Mitreo.  La visita prosegue nel Castello Medievale sede del museo Nazionale di Vulci e sull’ardito ponte dell’Abbadia. Proseguiremo poi con la visita guidata del delizioso borgo di Tuscania. Sette promontori di roccia tufacea incorniciano l’antico borgo di Tuscania\, perla della provincia viterbese. Il suo fascino è legato sicuramente al perfetto stato in cui si è conservato il borgo antico nel corso degli anni\, impreziosito ancor di più dall’architettura delle chiese romaniche di San Pietro e di Santa Maria Maggiore. \nIl fascino della Basilica di San Pietro e della stessa Tuscania hanno fatto sì che tali luoghi venissero scelti come set cinematografici tra cui “Otello” di Orson Wells\, “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli e il “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini. Tutte queste pellicole sono accomunate dal fatto che le scene importanti e/o cruciali siano state girate all’interno di San Pietro e sulla sommità del suo colle. L’unicità della chiesa di Santa Maria Maggiore è invece data dal fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale costruito nel XIII secolo. Concluderemo infine la giornata con la visita della stupenda Abbazia di San Giusto; un luogo meraviglioso immerso nel verde che offre oggi la stessa magia di molti secoli fa quando monaci e viandanti che percorrevano le antiche strade decisero di fermarsi. \nL’opera dell’uomo e quella della natura si fondono proprio come voleva San Benedetto da Norcia. Il monastero si affaccia sulla valle del fiume Marta. La presenza di sorgenti ha sicuramente incoraggiato gli insediamenti fin dall’epoca etrusca\, romana e medievale. Dopo il periodo di splendore fu abbandonata nel XV secolo per poi essere recuperata da un imprenditore bolognese che l’ha riportata al suo antico splendore. Oggi l’abbazia di San Giusto è un’azienda agricola biologica eco-compatibile ed un luogo per viaggiatori\, artisti\, appassionati di natura e d’arte. Rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 4 (27 aprile): Nepi e Tarquinia\nDopo la colazione raggiungiamo Nepi\, bellissimo borgo caratterizzato dalla Rocca dei Borgia e dall’acquedotto romano. Da qui scenderemo nei “Cavoni” per percorrere un misterioso sentiero di origine preromana lungo il fiume che ci condurrà alla cascata del Picchio. Cammineremo lungo il sinuoso fiume lunghe le vie cave scavate a mano nel tufo dagli antichi popoli italici dell’Etruria meridionale\, tra cascate\, torrenti\, felci e salici. Sopra di noi Il Santuario di Maria SS.ma “ad Rupes” dove\, precedentemente alla sua edificazione\, i monaci benedettini si ritiravano in preghiera all’interno di grotte scavate dagli agenti atmosferici. Qui visiteremo il complesso con la spettacolare chiesa romanica di Sant’Elia con affreschi e pavimenti cosmateschi. Ci sposteremo poi a Tarquinia per la visita della Necropoli Monterozzi. \nNel 2004 fu dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità” per la presenza di un eccezionale ciclo monumentale di tombe dipinte\, definito come “la prima pagina della grande pittura italiana”. E’ il più grande dei cimiteri dell’antica città etrusca di Tarquinia e consta di più di 6.000 tombe etrusche sotterranee che occupano tutto il vasto colle dei “Monterozzi”. Le tombe dipinte\, ornate con scene figurate tra cui cacciatori\, pescatori\, suonatori\, danzatori\, giocolieri\, atleti\, rappresentano la ricchezza ed il potere dei defunti per cui furono eseguite: sono il simbolo del loro elevato rango sociale. \nL’importanza della pittura etrusca è legata anche alla totale perdita della pittura greca\, di cui possiamo farci un’idea tramite le decorazioni di alcune eccezionali tombe tarquiniesi\, dove infatti si è ipotizzata la mano di artisti greci\, attirati in Italia a decorare i sepolcri dei ricchi etruschi. La giornata si concluderà con la visita al Museo Nazionale Etrusco. Rientro in hotel. Cena e pernottamento.  \nGiorno 5 (28 aprile): trekking alle cascate di Monte Gelato e Calcata vecchia\nDopo la colazione check-out e spostamento a Calcata Vecchia. Calcata è senza dubbio uno dei borghi più belli del Lazio e uno dei paesini più caratteristici che vi potrà capitare di vedere. Le case sorgono su una rupe tufacea a picco sulla valle del fiume Treja\, in un dedalo di viottoli e scorci da lasciare senza fiato. Ogni angolo di questo paesino merita di essere visto. La valle del Treja\, dal canto suo\, coperta da un fittissimo bosco e attraversata dalle placide acque del piccolo affluente del Tevere è spettacolare in ogni stagione. Dopo aver visitato il graziosissimo borgo di Calcata inizieremo il nostro trekking nella valle del Treja\, quasi interamente in discesa\, per raggiungere un altro luogo altrettanto meraviglioso: le cascate di Monte Gelato\, passando dal grazioso borgo di Mazzano Romano. Dopo la pausa pranzo partenza e rientro per la Puglia. \n INFO E DETTAGLI \n\n Inviaci una mail per conoscere il programma dettagliato.\n Chiusura adesioni: 28 febbraio o ad esaurimento posti \n\nORGANIZZAZIONE TECNICA DEL VIAGGIO:\nSERAFINO sas Viaggi e Turismo  Via Leuca 241/B – 73100 LECCE\nP.I. 03207670757- Lic. DPGR 723/97 – C.C.I.A.A.7786/98 – Garanzia Assicurativa UnipolSai Pol. 1/1609/319/103399456
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SUMMARY:il sentiero dei pellegrini e dell'antica Vereto
DESCRIPTION:Un itinerario a piedi nel basso Salento tra i paesini di Morciano\, Patù\, Giuliano di Lecce e Barbarano\, ripercorrendo le orme dei pellegrini che anticamente percorrevano e tutt’ora percorrono per giungere a Leuca.\nPartiremo da Morciano di Leuca\, grazioso borgo del Salento dove visiteremo subito il suggestivo frantoio ipogeo. Faremo sosta lungo il cammino alla Chiesetta della Madonna di Costantinopoli e percorreremo il sentiero dell’antica Vereto con sosta alla chiesa della Madonna di Vereto prima di giungere al misterioso monumento delle Centopietre di Patù con l’annessa e suggestiva Chiesa medievale di San Giovanni Battista. Le Centopietre è un monumento del IX secolo d.C.\, però è stato realizzato con monoliti risalenti a Vereto\, con materiale di spoglio di questa antica città messapica.\nil sentiero dei pellegrini di Leuca Piccola e la Via Francigena\nVisitata la Chiesa di San Giovanni e le Centopietre di Patù percorreremo il sentiero dei pellegrini posto sulla Via Leucadense che ci vedrà fare un’altra sosta a ciò che rimane della Chiesa di San Pietro sita in Giuliano di Lecce prima di arrivare\, proprio come pellegrini\, al cospetto di Leuca Piccola.\nLeuca Piccola è un complesso storico-monumentale sito alla periferia di Barbarano. E’ così detto perché nei secoli passati vi sostavano i pellegrini diretti al celebre Santuario di S. Maria di Leuca “De finibus terrae”.\nNella corte annessa alla chiesetta si trova l’accesso ai sotterranei\, magnifica grotta scavata dalla mano dell’uomo. Lungo le pareti della grotta furono ricavate delle cuccette\, divise una dall’altra da un tramezzo di roccia. Fatto singolare\, in questo grande ipogeo ci sono tre pozzi meravigliosi dalle acque freschissime che hanno dissetato per secoli i pellegrini d’Italia e d’Europa.\n\n INFO E DETTAGLI \n\nLunghezza della camminata: 16 km / difficoltà E (media) / Dislivello: +100m/ durata 6 ore\n NECESSARIA LA PRENOTAZIONE compilando il form sottostante oppure al numero tel/WhatsApp 3209771234\n Durata: dalle ore 10:00 alle ore 15:30\n Quota di partecipazione: €12\n Appuntamento: Ritrovo presso Caffè Liberty a Brindisi ore 8:30\, ritrovo a Morciano di Leuca (punto di partenza della camminata) alle ore 10:00\n Abbigliamento ed occorrente: scarpe da trekking\, k-way\, zaino con acqua e pranzo al sacco\, macchina fotografica\, abbigliamento a strati con giacca antivento.
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