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SUMMARY:Trekking spirituale nella magica Tuscia Viterbese
DESCRIPTION:Per il ponte del 1 maggio vi proponiamo un viaggio – trekking un pò diverso dagli altri. E’ un viaggio spirituale nella magica terra della Tuscia viterbese\, una terra legata sin dai tempi remoti alla cultura etrusca\, ai boschi sacri\, ad eremi e luoghi di grandi energia. Questo itinerario quindi è indicato per chi ha mente curiosa\, per i ricercatori\, della Verità\, per chi ama conoscere dal di dentro i luoghi che visita. E’ indicato per chi ama il mistero e la magia\, per le persone sensibili alla meditazione\, per chi è in cammino… \nInsomma\, è un itinerario in cui si visiteranno dei luoghi energetici molto potenti… \nProgramma del viaggio trekking spirituale nella magica Tuscia viterbese\nGiorno 1 (1 maggio): Vitorchiano e Viterbo\nPartenza la mattina presto in autobus da Gallipoli\, Lecce\, Brindisi\, Bari. Arrivo a Vitorchiano e visita guidata del borgo. Il borgo medievale di Vitorchiano\, tra i meglio conservati e più belli del centro Italia\, offre scorci suggestivi e mozzafiato per il visitatore che si affaccia ad ogni lato della rupe. Lo sperone di pietra vulcanica dove oggi sorge la città fu abitato sin dai tempi antichi e in epoca medioevale crebbe d’importanza e architettonicamente le case sembrano una continuazione naturale della rupe di peperino. Le case\, affacciate sulle profonde forre\, solcate da torrenti\, sono state costruite con lo stesso materiale della rupe\, e ne seguono il profilo. Le torri e campanili svettano sulle case\, una attaccata all’altra con i vicoli che scendono verso la rupe e offrono scorci degni di un quadro di Escher con l’accavallarsi delle tipiche scale a profferlo perfettamente conservate\, che si incontrano in molti borghi della Tuscia. Il borgo di Vitorchiano non aveva bisogno di mura vista la naturale protezione rappresentata dalla rupe ma su un lato dove la difesa naturale era debole è protetto da una bella e ben conservata cinta muraria\, torri e porte di accesso al paese. Tra le vie principali e i vicoli conserva importanti monumenti come il Palazzo Comunale\, la torre dell’orologio facente parte originariamente della rocca difensiva\, la fontana a fuso con i simboli dei quattro evangelisti. A Vitorchiano potremo ammirare uno dei Moai fuori dell’isola di Pasqua scolpito nella cava Anselmi di Vitorchiano. Qui vicino al moai faremo un rituale di connessione energetica tra cielo e terra. Pranzo libero e proseguimento per Viterbo\, la città dei Papi. Visita guidata del centro storico. La città di Viterbo vanta un quartiere gioiello che ha conservato intatta l’architettura civile del medioevo\, il quartiere di San Pellegrino\, dove camminando per i suoi vicoli\, si può fare un vero e proprio salto nel passato. Non può mancare una visita al Palazzo dei Papi dove soggiornarono i pontefici nell’arco di circa 23 anni con il vicino museo Colle del Duomo dove sono conservati molti capolavori dell’arte pittorica medioevale e rinascimentale. A piazza del Plebiscito si potrà visitare lo splendido Palazzo dei Priori iniziato nel 1460 per accogliere la nuova sede del Governatore della Provincia del Patrimonio\, ne presero possesso nel 1510 i Priori. Infine concluderemo la visita con il Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. Sistemazioni in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 2 (2 maggio): il Bosco esoterico delle Streghe del Montecchio e visita di Villa Lante\nDopo la colazione il nostro trekking spirituale nella tuscia viterbese oggi continua a Bagnaia dove oggi ci farà da Cicerone una donna straordinaria\, una ricercatrice spirituale che grazie alla sua caparbietà ha riportato alla luce un bosco sacro che grazie al ritrovamento di alcuni manoscritti\, leggende e tradizioni locali\, testimonianze orali e scritte tramandate da generazione in generazione\, ha ridato dignità a questo luogo “sacro”. Stiamo parlando del bosco esoterico delle streghe di Bagnaia. Grazie alla preziosa disponibilità di Pier Isa scopriremo tutte le tappe ed i luoghi energetici legati a particolari rituali (che potremo praticare); come per esempio il Masso della Fertilità\,  considerato una delle più potenti “Yoni” del Mediterraneo\, la grotta del Seme\, il custode della Piana Sacra\, la Pietra Curativa\, il Braciere dei Filtri d’Amore\, un osservatorio astronomico neolitico\, gli Occhi della Dea\, il Terzo Occhio o Ghiandola pineale ed il Trono delle Streghe. In tali luoghi “magici”\, Pier Isa ci guiderà non sono nella storia ma anche nei rituali legati al luogo ed alle pietre. Lungo il sentiero che sale nello splendido sottobosco cimino\, ci si ferma di tanto in tanto in alcune tappe fondamentali\, tra cui la capanna di Bianca e Andrea\, il masso di Rita Angeluti (la prima “strega” condannata e bruciata in Italia\, nel Viterbese\, nel 1347)\, e il Masso della Fertilità. Pier Isa narra della storia e delle storie legate ai singoli luoghi\, e si leggono brani dal suo primo libro. \nIl colle di Montecchio termina con una non-vetta smussata e qui si giunge al termine dell’itinerario. E’ la Piana Sacra su cui è adagiato il trono della Regina delle Figlie della Luna\, da alcuni considerato una sorta di “portale” esoterico. \nE’ una sorta di torre irregolare e dalla cima concava\, scavata in enormi massi sovrapposti che alcuni presumono cavi al loro interno. Chi vuole si adagia in posizione di parto (o di accoppiamento) in quella che è ritenuta la sedia da parto (o appunto da accoppiamento) della regina delle Figlie della Luna; in attesa di sensazioni uniche che spesso arrivano. A conclusione di questo potentissimo viaggio nel bosco letterario del Montecchio faremo la pausa pranzo ed a seguire nel pomeriggio visiteremo la meravigliosa Villa Lante. Villa Lante a Bagnaia\, frazione di Viterbo è\, assieme a Bomarzo\, uno dei più famosi giardini italiani a sorpresa manieristici del XVI secolo. Villa Lante vanta uno dei dieci giardini all’italiana più belli al mondo! Giovan Francesco Gambara\, uno dei cardinali più potenti del Cinquecento\, volle realizzare qui la sua Villa delle Delizie rievocando con il parco e la tenuta di caccia l’Età dell’Oro; si divertì a progettare fontane\, affreschi e giardini da sogno! Entrando nel parco ci si ritrova in un’oasi di relax e di pace\, si assapora la quiete della natura sotto le chiome dei lecci secolari e si viene cullati dallo scintillio delle acque sorgive che alimentano le fontane monumentali dei giardini. Cascate\, ninfei\, zampilli e scherzi d’acqua dialogano vivacemente con la pietra\, spezzando il rigore perfetto dei giardini all’italiana\, modellati come se fossero i damaschi di un tappetto persiano. L’acqua\, la pietra e le siepi di bosso sono protagoniste indiscusse di questo luogo magico. Villa Lante è famosa\, non solo a Viterbo e provincia\, ma in tutto il mondo per i suoi giardini e per le sue numerose fontane monumentali: le più famose sono quella del Pegaso\, dei Mori\, dei Lumini\, dei Fiumi\, del Castoro e dei Delfini\, solo per citarne alcune. Dopo aver fatto il pieno di Bellezza e Meraviglie in questa giornata\, rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 3 (3 maggio): il Sacro Bosco di Bomarzo\, la Piramide Etrusca\nDopo la colazione ci sposteremo a Bomarzo. Il nostro trekking spirituale nella tuscia viterbese oggi continua con il trekking in natura che ci porterà in un luogo davvero straordinario: la piramide etrusca! Un bellissimo trekking attraverso i massi erratici foderati di muschio\, i belvederi che si affacciano sulla Valle Teverina e le profonde forre solcate da cascate rumorose. In mezzo alla fitta vegetazione andremo a esplorare vie Cave\, abitazioni rupestri\, case fantasma\, la necropoli medioevale di S. Cecilia\, ma soprattutto la cosiddetta Piramide etrusca realizzata da un popolo raffinato\, evoluto e con un profondo senso del sacro che fuse mirabilmente religione e scienza. Un particolare masso tufaceo\, sapientemente lavorato\, venne trasformato in un altare cerimoniale. Qui ci fermeremo a fare i nostri lavori energetici. Ci prenderemo il tempo per entrare in profonda connessione con questo luogo stupefacente\, che lascia senza fiato… Dopo la pausa pranzo la nostra giornata proseguirà con la visita del Sacro Bosco di Bomarzo. Il Parco dei Mostri (o Sacro Bosco) di Bomarzo ci porterà alla scoperta di uno dei luoghi più straordinari del patrimonio artistico e paesaggistico d’Italia. Misterioso\, enigmatico\, il Sacro Bosco è una vera e propria esperienza ascetica. Dopo essersi lasciati rapire dalla suggestione delle giganti statue\, caratterizzata da una moltitudine di tradizioni: pagana\, magico-esoterica\, alchimistica ed ermetica\, condite in qualche circostanza da tinte esotiche d’oriente; mettendo insieme certi elementi\, si intuisce come un luogo del genere vada ben oltre il capriccio di un nobile stravagante.\nVicino Orsini infatti\, ad un certo punto della propria vita\, abbandonò la vita militare e politica\, per dedicarsi a studi di filosofia occulta e alle discipline alchemiche. \n \nIl Sacro Bosco rappresenterebbe una sorta di itinerario iniziatico\, attraverso le metafore incarnate nelle mostruose figure. Un viaggio\, i cui passaggi sono scanditi dall’intelligenza del visitatore curioso\, di chi “cerca” qualcosa. Si accede ad un regno di surrealtà\, costellato di allegorie. Una metafora della discesa nell’oltretomba in varie tappe\, rappresentate dalle prove che l’anima deve completare per elevarsi. Nell’alchimia l’uso di un linguaggio in codice comprensibile solo agli esperti è chiamato “ermetismo”. Gli alchimisti nascondevano le loro conoscenze dietro ai simboli; l’apprendista deve sforzarsi di acquisire le conoscenze parzialmente fornite\, attraverso quanto scolpito nella pietra. Noi non abbiamo certo la pretesa di esplicare ogni preciso messaggio\, celato in queste opere. Entrare in contatto con loro porta ad attivare l’immaginazione\, ispirando un proprio personale viaggio\, noi vi invitiamo a fare il vostro. Se ci sarà tempo faremo una sosta alle terme libere di Viterbo. Al termine della giornata rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 4 (4 maggio): l’eremo segreto\, il borgo dei Murales e Civita di Bagnoregio\n \nDopo la colazione il viaggio trekking spirituale nella tuscia viterbese proseguirà con una breve e facile passeggiata che ci porterà in un eremo completamente immerso nella foresta. Cammineremo alla scoperta di uno dei luoghi più magici ed incontaminati dell’Alta Tuscia. Un luogo misterioso legato ai templari e  ad una comunità di monaci. In questo eremo circondato da una natura avvolgente e bellissima potremo trovare simboli religiosi e pagani. Vicino potremo ammirare una bellissima cascata ed alcune tombe a camera testimonianza di popoli ancora più antichi che hanno reso questo luogo unico nel suo genere. Lavoreremo sulla connessione con gli elementi\, soprattutto l’acqua. Dopo questa bella immersione nel sacro ci sposteremo ad un delizioso borgo reso famoso dai suoi murales dipinti sulle abitazioni. Il tema sono le fiabe più famose. Sarà un momento di relax passeggiare nelle vie del borgo alla ricerca dei murales delle fiabe. Infine concluderemo la giornata con una passeggiata a Civita di Bagnoregio\, conosciuta anche come la città che muore. Costruita su dei calanchi\, è uno dei pochi borghi in italia dove si arriva a piedi. Indubbiamente è un luogo da vedere almeno una volta nella vita. Rientro in hotel. Cena e pernottamento.  \nGiorno 5 (5 maggio): Forest Bathing (bagno di foresta) al Monte Cimino\nDopo la colazione check-out. Il nostro viaggio trekking spirituale nella tuscia viterbese si conclude sul Monte Cimino. I Monti Cimini sono monti magici: un complesso di rilievi che occupa il cuore della terra degli Etruschi dell’alto Lazio. Monti magici e misteriosi un tempo completamente ricoperti da una selva fitta e intricata di castagni\, querce e faggi\, che per secoli protesse quel popolo dalle incursioni dei Romani. Scrive Tito Livio: “Era in quel tempo [300 a.C.] la selva Cimina più impraticabile e spaventosa [invia atque horrenda] di quanto non lo siano oggi le foreste della Germania e nessuno fino allora vi era penetrato\, neppure i mercanti\, né ardiva qualcuno entrarvi”.\nForse anche per questa funzione di bastione naturale\, ai Monti Cimini sono da sempre attribuiti un ruolo e una “personalità” sacra. Concluderemo questo viaggio nel mistero e nella magia della Tuscia viterbese con un bagno di Foresta proprio sul Monte Cimino. Cos’è un bagno di foresta (foresta bathing)? \nLo Shinrin-yoku\, un metodo per ritrovare il benessere immergendosi nei boschi\, per i giapponesi è una scienza medica. Per gli occidentali una pratica\, forest bathing\, che porta benessere fisico e psichico. Non è una semplice passeggiata\, non è trekking; è la terapia forestale attraverso la passeggiata nel bosco. Bagno di foresta (forest bathing) significa immergersi con tutti i sensi nell’atmosfera del bosco. E’ un’esperienza sensoriale che consiste nel rimanere un tempo prolungato in un bosco e sperimentare la natura. Il Bagno di Foresta è una pratica multisensoriale di consapevolezza e mindfulness. \nDopo la pausa pranzo ed una sosta caffè a Soriano nel Cimino\, viaggio di rientro in Puglia dove arriveremo in serata. Verranno fatte le stesse soste dell’andata. Arrivederci alla prossima avventura! \n📌 INFO E DETTAGLI 📌\n\n Inviaci una mail per richiedere il programma dettagliato\n Chiusura adesioni: 28 febbraio o ad esaurimento posti \n\nORGANIZZAZIONE TECNICA DEL VIAGGIO:\nSERAFINO sas Viaggi e Turismo  Via Leuca 241/B – 73100 LECCE\nP.I. 03207670757- Lic. DPGR 723/97 – C.C.I.A.A.7786/98 – Garanzia Assicurativa UnipolSai Pol. 1/1609/319/103399456
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SUMMARY:Trekking nella valle del Treja e maremma laziale
DESCRIPTION:Con questo itinerario conosceremo la zona della maremma laziale con le città etrusche di Tarquinia\, Tuscania\, Vulci e la zona della Valle del Treja. Una terra molto interessante dove si uniscono la bellezza dei borghi\, anche abbandonati come quello di Calcata Vecchia\, la storia delle terre etrusche della bassa maremma e la verdeggiante Valle del Treja. Un itinerario dal grande valore storico\, artistico e naturalistico. \nProgramma trekking nella valle del Treja e maremma laziale\nGiorno 1 (24 aprile): partenza\nNel pomeriggio (ore 16:30 circa) partenza in autobus da Gallipoli\, Lecce\, Brindisi\, Bari per Tuscania. Cena libera. Arrivo in tarda serata. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 2 (25 aprile): Sutri\, la Via Francigena ed il Palazzo Farnese di Caprarola\nDopo la colazione trekking lungo la Via Francigena nel tratto Capranica-Sutri. Questo itinerario ci condurrà a Sutri\, in quella che nell’antichità era considerata la “porta dell’Etruria”\, baluardo etrusco contro l’avanzata romana e importante luogo di passaggio di merci e pellegrini fino al Medioevo ed oltre\, quando la città divenne primo nucleo dei possedimenti dello Stato delle Chiesa. \nUna cittadina ricca di storia\, importante tappa della via Cassia che fu denominata Francigena nel Medioevo per essere stato asse viario dei pellegrini alla volta di Roma e della Terra Santa\, che vedevano in Sutri un’importante meta prima di giungere alla Città di Pietro. Il trekking facile e breve terminerà nel Parco Naturale Regionale dell’Antichissima Città di Sutri\, il più piccolo parco regionale d’Italia\, che in pochi ettari racchiude tesori di inestimabile valore. Tra questi l’anfiteatro romano\, interamente scavato in una collina di tufo e riportato alla luce dopo secoli di sepoltura\, nel XIX secolo. Continuando la passeggiata all’interno del parco si giunge al Mitreo\, ricavato dall’abbattimento di alcune tombe etrusche\, per dar vita ad un luogo di culto dedicato al dio Mitra e trasformato poi in chiesa cristiana dedicata all’Arcangelo Michele prima e alla Madonna del Parto successivamente. Al suo interno si possono ammirare affreschi molto particolari di santi e pellegrini in viaggio con il tipico abbigliamento medievale. Il parco si conclude con una ripida salita che sale fino al Colle di San Giovanni che ospita Villa Savorelli\, un panoramico giardino all’italiana e il Bosco Sacro\, un bosco di lecci secolari che porta fino al belvedere sull’Anfiteatro da dove si può godere di una vista mozzafiato della struttura romana interamente scavata nella collina di tufo.  \nConclusa la visita del Parco di Sutri ci si addentra nella città vecchia\, attraverso archi e vicoli in salita\, si accede a quello che si rivela un borgo silenzioso ed accogliente. Una breve camminata vi farà scoprire la piazza principale\, botteghe tipiche e il piano terra del Comune\, con uno spazio aperto ricco di spunti artistici di diverse epoche\, iscrizioni latine e una fontana in cui si riflettono il cielo blu e i palazzi circostanti. Una volta esaurita la visita di Sutri\, ci sposteremo nella vicina Caprarola per la visita del Palazzo Farnese.  \nLa visita guidata al Palazzo Farnese è un viaggio nella storia\, precisamente nel tardo rinascimento. A questo gioiello architettonico\, famoso in tutto il mondo fin dalla sua realizzazione\, lavorarono gli artisti più importanti\, gli architetti più innovativi che cambiarono le logiche progettuali dell’epoca\, come il Sangallo\, il Peruzzi e poi il Vignola. Una superficie pittorica impressionante per estensione e pregio. Qui ogni stanza è visitabile\, dalla sala di Ercole che si affaccia sull’antico borgo\, alla Sala degli Angeli dove la visita si ferma per un’attimo per provare l’eco che risuona dal centro della stanza. I visitatori potranno ammirare i grandi saloni di rappresentanza\, la Sala dei Fasti Farnesiani e la Sala delle carte geografiche. Visiteremo anche i giardini all’italiana a ridosso del Palazzo\, ma la parte più spettacolare della visita guidata è il complesso monumentale che si raggiunge seguendo un sentiero  che sale la collina… I Visitatori qui rimangono estasiati da tanta bellezza\, fontane\, giochi d’acqua\, giardini disegnati da siepi di bosso\, sculture\, cipressi\, abeti\, e la casina del piacere che domina tutto il complesso. Se dovesse avanzare del tempo libero nel pomeriggio possibilità di andare alle terme libere di Viterbo. Rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 3 (26 aprile): Vulci e Tuscania\nDopo la colazione arrivo a Vulci\, (la città tra il fiume e il mare) e visita della Città Etrusca e romana all’interno del Parco Naturalistico Archeologico. Cammineremo su un basolato romano per raggiungere la suggestiva Domus del Criptoportico ed il Mitreo.  La visita prosegue nel Castello Medievale sede del museo Nazionale di Vulci e sull’ardito ponte dell’Abbadia. Proseguiremo poi con la visita guidata del delizioso borgo di Tuscania. Sette promontori di roccia tufacea incorniciano l’antico borgo di Tuscania\, perla della provincia viterbese. Il suo fascino è legato sicuramente al perfetto stato in cui si è conservato il borgo antico nel corso degli anni\, impreziosito ancor di più dall’architettura delle chiese romaniche di San Pietro e di Santa Maria Maggiore. \nIl fascino della Basilica di San Pietro e della stessa Tuscania hanno fatto sì che tali luoghi venissero scelti come set cinematografici tra cui “Otello” di Orson Wells\, “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli e il “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini. Tutte queste pellicole sono accomunate dal fatto che le scene importanti e/o cruciali siano state girate all’interno di San Pietro e sulla sommità del suo colle. L’unicità della chiesa di Santa Maria Maggiore è invece data dal fonte battesimale ad immersione di forma ottagonale costruito nel XIII secolo. Concluderemo infine la giornata con la visita della stupenda Abbazia di San Giusto; un luogo meraviglioso immerso nel verde che offre oggi la stessa magia di molti secoli fa quando monaci e viandanti che percorrevano le antiche strade decisero di fermarsi. \nL’opera dell’uomo e quella della natura si fondono proprio come voleva San Benedetto da Norcia. Il monastero si affaccia sulla valle del fiume Marta. La presenza di sorgenti ha sicuramente incoraggiato gli insediamenti fin dall’epoca etrusca\, romana e medievale. Dopo il periodo di splendore fu abbandonata nel XV secolo per poi essere recuperata da un imprenditore bolognese che l’ha riportata al suo antico splendore. Oggi l’abbazia di San Giusto è un’azienda agricola biologica eco-compatibile ed un luogo per viaggiatori\, artisti\, appassionati di natura e d’arte. Rientro in hotel. Cena e pernottamento. \nGiorno 4 (27 aprile): Nepi e Tarquinia\nDopo la colazione raggiungiamo Nepi\, bellissimo borgo caratterizzato dalla Rocca dei Borgia e dall’acquedotto romano. Da qui scenderemo nei “Cavoni” per percorrere un misterioso sentiero di origine preromana lungo il fiume che ci condurrà alla cascata del Picchio. Cammineremo lungo il sinuoso fiume lunghe le vie cave scavate a mano nel tufo dagli antichi popoli italici dell’Etruria meridionale\, tra cascate\, torrenti\, felci e salici. Sopra di noi Il Santuario di Maria SS.ma “ad Rupes” dove\, precedentemente alla sua edificazione\, i monaci benedettini si ritiravano in preghiera all’interno di grotte scavate dagli agenti atmosferici. Qui visiteremo il complesso con la spettacolare chiesa romanica di Sant’Elia con affreschi e pavimenti cosmateschi. Ci sposteremo poi a Tarquinia per la visita della Necropoli Monterozzi. \nNel 2004 fu dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità” per la presenza di un eccezionale ciclo monumentale di tombe dipinte\, definito come “la prima pagina della grande pittura italiana”. E’ il più grande dei cimiteri dell’antica città etrusca di Tarquinia e consta di più di 6.000 tombe etrusche sotterranee che occupano tutto il vasto colle dei “Monterozzi”. Le tombe dipinte\, ornate con scene figurate tra cui cacciatori\, pescatori\, suonatori\, danzatori\, giocolieri\, atleti\, rappresentano la ricchezza ed il potere dei defunti per cui furono eseguite: sono il simbolo del loro elevato rango sociale. \nL’importanza della pittura etrusca è legata anche alla totale perdita della pittura greca\, di cui possiamo farci un’idea tramite le decorazioni di alcune eccezionali tombe tarquiniesi\, dove infatti si è ipotizzata la mano di artisti greci\, attirati in Italia a decorare i sepolcri dei ricchi etruschi. La giornata si concluderà con la visita al Museo Nazionale Etrusco. Rientro in hotel. Cena e pernottamento.  \nGiorno 5 (28 aprile): trekking alle cascate di Monte Gelato e Calcata vecchia\nDopo la colazione check-out e spostamento a Calcata Vecchia. Calcata è senza dubbio uno dei borghi più belli del Lazio e uno dei paesini più caratteristici che vi potrà capitare di vedere. Le case sorgono su una rupe tufacea a picco sulla valle del fiume Treja\, in un dedalo di viottoli e scorci da lasciare senza fiato. Ogni angolo di questo paesino merita di essere visto. La valle del Treja\, dal canto suo\, coperta da un fittissimo bosco e attraversata dalle placide acque del piccolo affluente del Tevere è spettacolare in ogni stagione. Dopo aver visitato il graziosissimo borgo di Calcata inizieremo il nostro trekking nella valle del Treja\, quasi interamente in discesa\, per raggiungere un altro luogo altrettanto meraviglioso: le cascate di Monte Gelato\, passando dal grazioso borgo di Mazzano Romano. Dopo la pausa pranzo partenza e rientro per la Puglia. \n INFO E DETTAGLI \n\n Inviaci una mail per conoscere il programma dettagliato.\n Chiusura adesioni: 28 febbraio o ad esaurimento posti \n\nORGANIZZAZIONE TECNICA DEL VIAGGIO:\nSERAFINO sas Viaggi e Turismo  Via Leuca 241/B – 73100 LECCE\nP.I. 03207670757- Lic. DPGR 723/97 – C.C.I.A.A.7786/98 – Garanzia Assicurativa UnipolSai Pol. 1/1609/319/103399456
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