Trekking e cultura nei Monti Dauni
️ WEEKEND D’AUTUNNO NEI MONTI DAUNI
Tra boschi, borghi, trekking, tradizioni e sapori autentici
Lasciati conquistare dal fascino più autentico dei Monti Dauni, dove l’autunno accende i boschi con sfumature dorate e il tempo sembra rallentare. Un weekend dedicato a chi ama la natura, il trekking, i borghi storici e le eccellenze gastronomiche della Puglia più sorprendente.
Bosco di Faeto
Inizieremo con un suggestivo trekking tra le maestose faggete del Bosco di Faeto, uno dei polmoni verdi della Puglia. Cammineremo immersi nel foliage autunnale, tra sentieri silenziosi, alberi secolari e panorami che regalano un’atmosfera magica, respirando tutta la bellezza della montagna dauna. Il Bosco di Faeto è tra i luoghi simbolo dei Monti Dauni ed è celebre per le sue estese faggete e per i colori spettacolari dell’autunno.
Visita al Salumificio del Suino Nero di Puglia
Scopriremo i segreti della tradizione norcina con una visita a uno storico salumificio locale, dove nasce il celebre Prosciutto di Faeto, prodotto secondo antiche tecniche artigianali. Degusteremo salumi ottenuti dal pregiato Suino Nero di Puglia, allevato allo stato semibrado nei pascoli dei Monti Dauni, eccellenza che racconta la storia e l’identità di questo territorio.
Bovino, uno dei Borghi più Belli d’Italia
Passeggeremo tra i vicoli in pietra di Bovino, affacciandoci su scorci panoramici, piazzette senza tempo e antichi palazzi. Un borgo ricco di storia e fascino, dove ogni angolo racconta secoli di cultura e tradizioni.
La suggestiva Festa dei Fucacoste
Al calare della sera vivremo l’emozione della tradizionale Festa dei Fucacoste, quando enormi falò illuminano il borgo creando un’atmosfera calda e coinvolgente tra musica, sapori tipici e antichi riti popolari che celebrano l’identità della comunità.
⛰️ Monte Cornacchia e Lago Pescara
Il secondo giorno raggiungeremo il Monte Cornacchia, con i suoi 1.151 metri la vetta più alta della Puglia. Il trekking attraversa prati d’altura e boschi fino a regalare panorami spettacolari sul Tavoliere, il Gargano, l’Irpinia e la Maiella. Concluderemo l’escursione presso il suggestivo Lago Pescara, l’unico lago naturale montano della Puglia, incastonato tra boschi e pascoli, luogo ideale per rilassarsi immersi nella natura.
⛪ Visita guidata di Troia
Prima del rientro visiteremo l’elegante borgo di Troia, celebre per la sua magnifica Cattedrale romanica, considerata uno dei capolavori dell’arte medievale pugliese grazie al suo straordinario rosone in pietra. Passeggiando nel centro storico scopriremo vicoli, piazze e testimonianze di una città ricca di storia.
✨ Un weekend che unisce trekking, foliage, borghi storici, tradizioni popolari e sapori autentici, alla scoperta della Puglia più nascosta e sorprendente.
Programma del trekking e cultura nei Monti Dauni in autunno
Giorno 1 (Venerdì 30 ottobre): partenza nel pomeriggio da Brindisi e Bari con modalità car sharing. Arrivo nei Monti Dauni. Check-in. Cena libera e pernottamento.
Giorno 2 (Sabato 31 Ottobre): trekking al Bosco di Faeto, visita al salumificio, visita di Bovino.
Dopo la colazione faremo un rilassante e facile trekking nel Bosco di Faeto colorato d’autunno. Al termine della passeggiata visita di uno degli storici salumifici del paese che produce il rinomato prosciutto di Faeto. Degustazione dei salumi tipici. A seguire visita guidata di Bovino, facente parte di uno dei Borghi più belli d’Italia. Nel tardo pomeriggio ci sposteremo nel borgo di Orsara di Puglia per assistere alla tradizione dei fucacoste. Cena libera per le vie del paese. Rientro in struttura e pernottamento.
Lunghezza del percorso: 6Km / Dislivello: +200m / Difficoltà: escursionistica (media) / Ore di cammino: 2
Tip del viaggio nei Monti Dauni in autunno: i fucacoste.
I “Fucacoste e Cocce Priatorje” (tradotto letteralmente: Falò e teste del Purgatorio) sono una delle tradizioni più antiche, suggestive e autentiche della Puglia, che si tiene ogni anno a Orsara di Puglia (in provincia di Foggia) nella notte tra il 1° e il 2 novembre.
Sebbene la presenza di zucche e candele possa far pensare a Halloween, gli abitanti ci tengono moltissimo a precisare che non ha nulla a che fare con la festa americana. Non ci sono mostri, zombie o streghe: è una ricorrenza legata alla luce, alla memoria, alla condivisione e al profondo rispetto per i defunti. La notte del 1° novembre il borgo di Orsara si trasforma completamente, avvolto dal fumo aromatico della ginestra che brucia e dalla luce calda di migliaia di candele.
I Fucacoste (I Falò)
Al rintocco delle campane della Chiesa Madre (intorno alle ore 19:00), in ogni via, vicolo e piazza del paese viene dato fuoco a enormi cataste di legno.
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Per i falò si usa rigorosamente la ginestra, un arbusto selvatico che, bruciando, scoppietta intensamente e solleva verso il cielo nuvole di scintille luminose.
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Secondo la credenza popolare, le scintille collegano la terra al cielo e aiutano le anime dei defunti (le anime del Purgatorio) a ritrovare la via del ritorno per fare visita ai propri cari.
Le Cocce Priatorje (Le Teste del Purgatorio)
Accanto ai fuochi, gli angoli del paese sono decorati con centinaia di zucche intagliate a forma di volto umano, al cui interno viene posizionato un lumino acceso.
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La zucca funge da vera e propria lanterna. In passato, quando non c’era l’illuminazione pubblica, queste “teste” illuminate venivano collocate davanti alle porte delle case o sui davanzali per indicare alle anime dei parenti qual era la loro vecchia dimora terrena, accogliendole calorosamente.
La condivisione del cibo (La brace e il vino)
La festa è anche un momento di straordinaria convivialità. Quando le fiamme dei grandi falò iniziano a calare, le braci rimaste vengono utilizzate per cucinare all’aperto.
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Intere famiglie e gruppi di amici allestiscono tavolate in strada offrendo a passanti e visitatori cibi poveri ma ricchi di simbolismo: carne alla brace, salsicce locali, il tipico pancotto, e piatti conditi con il mosto cotto. Il tutto accompagnato dal Tuccanese, il rinomato e robusto vino nero locale.
Una curiosità sul nome: L’origine del termine Fucacoste divide gli studiosi. Alcuni lo fanno derivare dal latino medievale “focus accostus”, cioè “fuoco accanto” (riferito all’usanza di accendere i falò uno vicino all’altro o accanto alle case). Altri ipotizzano un’origine greca legata al fuoco che purifica e unisce la comunità.
Se hai in mente di visitarla, l’atmosfera che si respira camminando tra le scintille dei falò, l’odore della ginestra bruciata e l’ospitalità degli orsaresi rendono questa notte un’esperienza magica difficile da dimenticare.
La notte dei Fucacoste non è solo uno spettacolo visivo, ma un’esperienza culinaria incredibile. Il cibo, in questa ricorrenza, ha un profondo valore simbolico: rappresenta il legame con la terra, il calore della condivisione e l’atto di “nutrire” simbolicamente il ricordo dei defunti.
Quando le grandi fiamme dei falò di ginestra iniziano a calare e restano i carboni ardenti, l’intero borgo si trasforma in una gigantesca cucina all’aperto. Ecco cosa non può assolutamente mancare sulle tavolate orsaresi:
I Muscìscje (o Musciscka) uno dei simboli della gastronomia locale, legatissimo alla cultura transumante della zona. Si tratta di strisce di carne di pecora (o più raramente di capra o vitello) che vengono sgrassate, speziate con peperoncino, finocchietto selvatico e sale, e poi lasciate essiccare al sole e al vento. Durante la notte del 1° novembre viene cotta direttamente sulla brace del falò, sprigionando un profumo inconfondibile.
Il Pancotto Orsarese. Un piatto povero della tradizione contadina, perfetto per scaldarsi nelle fredde serate autunnali della Daunia. Viene preparato con fette di pane raffermo (rigorosamente cotto nel forno a legna) bollite insieme a verdure spontanee di stagione (come foglie di rapa, cicorielle selvatiche o marasciuoli), patate e aglio, il tutto servito con un filo generoso di olio extravergine d’oliva locale a crudo.
La Zucca e le Patate sotto la Brace. Le zucche non servono solo per fare le lanterne (Cocce Priatorje). La polpa interna della zucca e le patate intere (con la buccia) vengono avvolte nella carta stagnola o messe direttamente sotto la cenere calda del falò. Una volta cotte, vengono aperte, schiacciate con la forchetta e condite semplicemente con olio, sale e un pizzico di peperoncino.
I “Sfritgile” (Soffritto di Maiale). Un piatto decisamente robusto: si tratta di pezzetti di carne e grasso di maiale fatti rosolare a fuoco lento in padella, spesso accompagnati da peperoni dolci o piccanti (i cosiddetti pupajole) sott’aceto. È il classico piatto energetico che si condivideva tra vicini di fuoco.
I Dolci della Memoria e della Terra
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Il Grano Cotto (I Rano Cuotte): È il dolce rituale per eccellenza di questa notte, comune a molte zone della Puglia e legato al culto dei defunti. È grano tenero bollito e condito con mosto cotto (ricavato dalla riduzione del succo d’uva), chicchi di melograno (simbolo di risurrezione e vita) e noci tritate. Viene offerto a chiunque si avvicini al falò.
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I Sassanelli: Biscotti tipici a base di farina, mandorle, cioccolato, spezie (come cannella e chiodi di garofano) e impastati proprio con il mosto cotto, che dona loro un colore scuro e un sapore intenso.
Il compagno inseparabile: Il Tuccanese Nessuno di questi piatti sarebbe completo senza il Tuccanese, il vino rosso autoctono di Orsara di Puglia. È un vino corposo, dal colore rubino intenso e quasi nero, ricavato da un antico vitigno locale. Durante la festa, i bicchieri di Tuccanese passano continuamente di mano in mano come segno di benvenuto e di legame fraterno tra gli abitanti e i forestieri.
Giorno 3 (Domenica 1 Novembre): trekking a Monte Cornacchia e Lago Pescara e visita guidata di Troia.
Dopo colazione ci sposteremo al lago Pescara. L’escursione che collega il Lago Pescara al Monte Cornacchia è uno degli itinerari naturalistici più belli e affascinanti della Daunia, conducendo gli escursionisti dritto sul “Tetto della Puglia” (la cima più alta della regione, a 1.151 metri s.l.m.).
Questo percorso, che coincide in gran parte con il Sentiero Frassati della Puglia, si snoda in un ambiente montano sorprendente, fatto di fitti boschi, pascoli d’alta quota e panorami inaspettati che spaziano dal Gargano fino al golfo di Manfredonia e alle pianure del Tavoliere.
Lunghezza del percorso: 8Km / Dislivello: +350m / Difficoltà: escursionistica (media) / Ore di cammino: 3
Al termine dell’escursione faremo la visita guidata del borgo di Troia con la sua splendida cattedrale e le vie del borgo medievale. Rientro a casa.
INFO E DETTAGLI
CHIUSURA ADESIONI: 5 Settembre
