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Trekking di Ferragosto in Sila tra boschi e cascate

15 Agosto | 6:30 - 18 Agosto | 20:00

Se anche tu per Ferragosto vuoi sfuggire dalla ressa delle spiagge e dalla calura estiva e vuoi immergerti in luoghi ameni tra boschi e cascata, questo itinerario di trekking in Sila è quello che stai cercando!

Un itinerario alla scoperta delle più belle cascate e dei boschi della Sila Piccola dove potrai ammirare innumerevoli salti e giochi d’acqua e luoghi dove la Natura la fa da padrona. Saremo alla scoperta della Riserva Regionale delle Valli Cupe in Calabria.

Questa riserva, situata tra i comuni di Sersale e Zagarise, custodisce tesori naturalistici di grande valore, come canyon, gole, cascate, alberi secolari e rarità botaniche. Un’esperienza in tenda in campeggio per 3 notti nel bosco ti aspetta. Non c’è spazio per gli indecisi e per chi si riduce all’ultimo momento. E’ tempo di pensarci ora. I posti vanno a ruba!!!

Itinerario del trekking di Ferragosto nella Sila Piccola

Giorno 1 (15 Agosto): le gole del Crocchio, la Cascata del Piciaro e la Cascata del Campanaro

Partenza ore 6:30 con auto proprie dalla Puglia al mattino con possibilità di carsharing (dividendo i costi di carburante con chi mette a disposizione l’auto). Ore 11:30 arrivo a Sersale ed escursioni rilassanti per ammirare le Gole del Crocchio, la Cascata del Campanaro e la Cascata del Piciaro.

Tra le attrazioni più suggestive della riserva ci sono le gole e le cascatelle del fiume Crocchio, che nasce nei pressi del Monte Gariglione, a circa 1600 metri di quota, e crea numerosi salti e cascate per poi sfociare nel mar Ionio. Lungo il cammino, si può ascoltare il dolce e limpido suono dell’acqua ed osservare le suggestive gole scavate fra le pendici rocciose che formano spettacolari salti d’acqua e profonde pozze.

La cascata del Piciaro, situata nella valle del Tacina, nel cuore della Sila Piccola, ci offrirà la possibilità di bagnarci sotto le sue fresche acque. La cascata del Piciaro è una delle più alte e suggestive della Sila, con i suoi quattro salti che si susseguono per un dislivello di circa 100 metri la raggiungeremo con un sentiero di trekking tra querce ed aceri. Il suo nome deriva dall’antica attività di estrazione della pece dai pini larici che crescono rigogliosi nella zona. Pranzo al sacco. Nel tardo pomeriggio dopo una giornata passata in Natura andremo nel campeggio immerso nel bosco per montare le tende e per fare una doccia prima dell’ottima cena con piatti tipici della tradizione culinaria calabrese.

Lunghezza 9,5Km / Difficoltà E (escursionisti)/ Dislivello: +300m/-300m / Durata: 4 ore circa

Giorno 2 (16 Agosto): cascata del Litrello e Grotta Rosa di Magisano

Dopo la colazione autogestita ci sposteremo verso Taverna, città natale del celebre Mattia Preti. Qui, inizieremo il primo trekking della giornata. In un meraviglioso e vario contesto naturalistico il percorso si snoda su uno dei costoni più panoramici  della Sila. Lungo il cammino si ammirerà il Golfo di Squillace, da Isola capo Rizzuto a Stilo. Il cammino inizia da quel che rimane dell’antica abbazia Santa Maria di Peseca, fondata dai monaci italo-greci tra il X e l’XI sec. in seguito al ritrovamento ritenuto miracoloso da parte degli abitanti della vicina Taverna (CZ), di un’icona della Vergine con in braccio un Bambino. Da qui si scende giù nel vallone, dove scorre il torrente Litrello, e attraversando  un bosco di cerri, castagni, un sottobosco di erica selvatica, formazioni rocciose monolitiche suggestive ed esemplari di pini secolari che svettano sui ripidi crinali, raggiungeremo la cascata del Litrello. Potremo rinfrescarci nelle pozze d’acqua limpida. Conclusa la prima escursione ci sposteremo alla periferia di un altro paesino alla scoperta di un altro luogo magico della Piccola Sila. Stiamo parlando della Grotta Rosa di Magisano, scenografico anfiteatro naturale di roccia carsica dal colore rosa, nascosto in un angolo della Sila. Circondati da un’ incantevole vegetazione, da cristalline e limpide pozze o “vuddhi”, raggiungiamo un piccolo canyon, risalendo il quale ci troveremo al cospetto di un’altra, incantevole cascata, che ci lascerà a bocca aperta e dove potremo godere dell’armonioso suono dell’elemento acqua. Rientro in campeggio. Cena tipica e pernottamento in natura.

  • Percorso1 Lunghezza 3Km / Difficoltà E (escursionisti)/ Dislivello: +270m/-270m / Durata: 2 ore circa
  • Percorso2 Lunghezza 3Km / Difficoltà E (escursionisti)/ Dislivello: +200m/-200m / Durata: 2,5 ore circa

Giorno 3 (17 Agosto): Anello delle 4 Cascate di Buturo + Canyon Valli Cupe

Dopo la colazione autogestita ci sposteremo per raggiungere il villaggio Buturo, uno dei più antichi, costruito nell’800 con i primi insediamenti che servivano a fare da dogana per poter entrare nella Sila a raccoglierne i frutti. Buturo è il paradiso delle cascate!

Tra giganteschi faggi, ci lasceremo cullare dal suono dello scorrere dell’acqua. Il viaggio esperienziale a contatto con la natura, continua con l’attraversare un meraviglioso bosco di latifoglie costituito da alberi di cerro, castagno, faggio, pioppo e pino. Moltissima la fauna presente, infatti, lungo il percorso è possibile avvistare lo scoiattolo nero e la volpe. Sono 4 le cascate protagoniste dell’escursione e dal nome fiabesco. La Cascata del Lupo – il cui nome deriva dalla frequenza con cui è possibile avvistare il lupo da una rupe, che si affaccia sulla cascata. La Cascata dei Lamponi – chiamata cosi per via dei frutti che abbondano attorno e la Cascata dei Faggi – il cui nome fa riferimento alla presenza di alberi di faggio. Questa ad esempio è la più particolare, in quanto è a forma di ventaglio, con una caratteristica e limpida pozza creata dalla cascata. Infine, l’ultima che ammireremo è la Cascata delle Ninfe. I faggi non sono gli unici protagonisti, perché intorno a ciascuna cascata sono presenti anche bellissime querce secolari e una vegetazione lussureggiante che va ad incorniciare a valorizzare ulteriormente la bellezza delle cascate. Al termine del primo itinerario di trekking della giornata ci sarà tempo per rilassarsi un pò prima di avventurarci, nel tardo pomeriggio, in un altro avvincente itinerario tra i più suggestivi della zona.

Il “Grand Canyon di Calabria” , nome che è stato attribuito al Canyon Valli Cupe, è una scoperta che lascia senza fiato, aprendosi al termine di una gola stretta e buia attraversata da un ruscello. Qui si ha piena consapevolezza di trovarsi al cospetto di un ecosistema integro e antichissimo, tanto da custodire al suo interno una rara specie di felce preistorica (Felcetta lanosa Pteride di Creta) e una serie di nicchie di biodiversità di grande importanza biologica.

Il Canyon Valli Cupe, che dà nome all’intera Riserva Naturale Regionale, è una rara formazione geologica stratificata, le cui pareti, scolpite dall’erosione dei millenni e dalle tane di piccoli animali, creano una vera e propria scenografia naturale, “cupa” solo per via della penombra. Tutto attorno, infatti, si sprigiona un’armonia perfetta, che rigenera copro e mente attraverso il profumo delle piante mediterranee. Attraverseremo questo spettacolo della Natura silana con un facile itinerario tra le alte pareti del canyon. Al termine dell’esperienza rientro in campeggio. Cena tipica e pernottamento in natura.

Giorno 4 (18 Agosto): il Gigante Buono ed i Giganti di Cavallopoli

Dopo la colazione autogestita, smonteremo le tende e lasceremo il campeggio. Ci sposteremo di poco per l’ultima escursione del nostro itinerario di trekking nella Sila Piccola. Oggi non sarà l’Acqua e le cascate da farla da padrona, ma sarà il bosco ed i suoi alberi monumentali la bellezza da contemplare oggi. Il nostro trekking infatti verterà sull’incontro del Gigante Buono e dei Giganti di Cavallopoli.

Il Gigante Buono è un castagno di circa 500 anni e della circonferenza di oltre 8 metri. Il nome dato all’albero — vero e proprio tempio della natura, con un fusto possente ed una chioma che sembra poter abbracciare moltitudini di persone — esprime, in un certo senso, la gratitudine popolare ad una pianta che è stata capace di sfamare la gente di montagna per generazioni, tanto da essere indicata come l’albero del pane. In effetti, quando la disponibilità di grano era molto limitata, specie per le popolazioni montane costrette a vivere in un contesto ambientale non sempre adatto alla produzione dei cereali, è stata proprio la farina di castagne a soddisfare il fabbisogno alimentare di base: era l’ingrediente pregiato per fare il pane e la materia prima per preparare gustosi e ricchi dolci. Lo incontreremo subito e potremo entrare in contatto con questo maestoso albero secolare.

Il nostro bagno di foresta continuerà tra i sentieri ombreggiati con l’obiettivo di incontrare questa volta i Giganti di Cavallopoli, tra cui spicca la curiosa storia del Gigante Malandrino. Al termine del trekking, che si concluderà intorno all’ora di pranzo, rientro in auto per la Puglia.

Lunghezza 9Km / Difficoltà E (escursionisti)/ Dislivello: +400m/-400m / Durata: 5 ore circa

📌 INFO E DETTAGLI📌

Quota individuale di partecipazione: €190. La quota comprende tutte le escursioni in programma con guida naturalistica, 3 cene tipiche con bevande incluse.

Costi extra: €36 per piazzola campeggio con bagno, doccia e spogliatoio (per chi possiede già una tenda da campeggio, materassino e sacco a pelo. Oppure €63 per chi non ha attrezzatura da campeggio e vuole noleggiare tenda, materassino e sacco a pelo.

NECESSARIA LA PRENOTAZIONE compilando il form sottostante oppure al numero tel/WhatsApp 3209771234

ABBIGLIAMENTO RICHIESTO: scarpe da trekking, costume da bagno e telo mare, tenda da campeggio, materassino e cuscino gonfiabile, eventuale sacco a pelo legger

CHIUSURA ADESIONI 29 GIUGNO



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